Gambling on line, ovvero gioco d'azzardo con il mouse. Negli Stati Uniti è in atto una rivoluzione che sta rimbalzando oggi sui mercati finanziari dove i titoli delle società che offrono servizi di gioco d'azzardo su Internet stanno precipitando. Le borse reagiscono alla nuova legge approvata lo scorso 30 settembre dal Congresso che ha interdetto la possibilità di offrire tali servizi, un mercato che vale almeno 12 miliardi di dollari l'anno.
Tra le più bersagliate dalle vendite PartyGaming, la maggiore azienda di poker online, che lo scorso anno ha rastrellato 4/5 dei ricavi statunitensi. A Londra cede il 59%quotando sui 43,5 pence dopo aver toccato un minimo di seduta a 40,25 pence. All' inizio dell'anno la società controllava circa il 50% del settore ed al tempo stesso recentemente aveva comunicato che i giocatori online erano aumentati di ben il 38% a 8,4 milioni nel giro di due mesi.
Pesante anche Sportingbet, che cede il 69% a 58 pence. Sul titolo pesa inoltre lo stop all'acquisto di World Gaming, per il quale era in corso una trattativa e che a sua volta perde il 64%. L'Orso colpisce Empire Online che bruciato in poche ore un quarto della propria capitalizzazione mentre Bwin Interactive Entertainment lascia sul terreno alla Borsa di Vienna la meta' del suo valore, a 15,6 euro. Fra i titoli che stanno anche 888, i l maggiore casinò online, -48% a 76 pence sempre a Londra.
La legge approvata dal Congresso infligge un duro colpo al comparto perché impedisce alle società che gestiscono le carte di credito di accettare pagamenti a fronte di questo tipo di scommesse. Il che per i mercati significa vietare in sostanza il "gambling" su Internet.
Intanto, nella mattinata 888 e PartyGaming hanno annunciato la sospensione delle attività negli Usa mentre si è in attesa che il presidente George W. Bush apponga la sua firma alla controversa norma.










